MANTENIMENTO MOGLIE

In questo articolo parliamo del mantenimento moglie.
Quando si parla di mantenimento bisogna sapere che, nell’ambito del concetto ampio e generico di “mantenimento” si inserisce la differenza sostanziale tra: 

  • assegno di mantenimento
  • assegno divorzile. 

Si tratta di due istituti diversi. Vediamo ora di cosa si tratta.

Mantenimento moglie : l'assegno di mantenimento e di divorzio

Assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento è la somma che viene erogata con la separazione e fino all’eventuale divorzio, al coniuge economicamente più debole a condizione che la stessa (separazione) non sia a lui/lei (richiedente) addebitabile.

Il coniuge più debole potrebbe anche essere il marito, in tal caso è il marito che può chiedere il mantenimento. 

In linea di principio, l’assegno di mantenimento è volto a garantire al coniuge con il reddito più basso, o non percettore di alcun reddito, “il medesimo tenore di vita che aveva in costanza di matrimonio”

Viene calcolato prendendo in considerazione sia la condizione economica del coniuge richiedente, sia quella del coniuge obbligato al pagamento.

L’assegno di mantenimento verrà poi meno al momento del divorzio. 

Difatti, non è obbligatorio divorziare ma, se i coniugi separati arrivano al divorzio, si dovrà valutare se ci sono i presupposti per un altro tipo di assegno: l’assegno di divorzio.

Assegno di divorzio

L’assegno di divorzio, ha invece funzione assistenziale e compensativa ed è rivolto a garantire il sostentamento dell’ex coniuge che versa in condizioni di non autosufficienza economica (non “il medesimo tenore di vita che aveva in costanza di matrimonio” come nel caso dell’assegno di mantenimento).

In altre parole, l’assegno di divorzio viene erogato se il coniuge richiedente non ha mezzi di sostentamento propri e/o vi è una impossibilità oggettiva a procurarseli. 

E, infatti, l’assegno divorzile è riconosciuto solo se il coniuge richiedente è incapace di mantenersi da solo non per sua colpa. 

Per la verifica di tale presupposto vengono valutate una serie di circostanze come, ad esempio, le condizioni di salute o di età per lavorare o il non essere riusciti a trovare un’occupazione nonostante un’assidua ricerca ecc.

Per approfondire ulteriormente questo argomento ti consiglio la lettura dell’articolo assegno di mantenimento moglie disoccupata

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Assegno di mantenimento moglie: le novità

Ll’assegno divorzile non deve garantire lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, ma esclusivamente la sufficienza economica del coniuge economicamente più debole.

Tuttavia, la Cassazione sta estendendo le condizioni richieste per l’assegno divorzile (non deve garantire lo stesso tenore di vita ma esclusivamente la sufficienza economica) anche all’assegno di mantenimento (riconosciuto dopo la separazione), stabilendo che il coniuge che lo richiede per potere vantare il diritto di ottenere il sostegno economico, deve dimostrare di non essere in grado di lavorare e quindi di mantenersi da solo.

Una recente ordinanza della Suprema Corte (Cass. ord. n. 5932/2021) ha infatti negato l’assegno di mantenimento, quello cioè dovuto in seguito alla separazione, a una donna con una laurea in farmacia che avrebbe potuto essere impiegata come banconista ma che ha rifiutato il lavoro.

Di conseguenza, prima di riconoscere l’assegno di mantenimento, si deve procedere alla valutazione della “meritevolezza” del richiedente, prendendo in considerazione anche le eventuali proposte di lavoro ricevute, qualsiasi esse siano.

Dunque, sia per quanto riguarda l’assegno di mantenimento, sia per quanto riguarda l’assegno divorzile, non si considera più il tenore di vita avuto in costanza di matrimonio ma, in entrambi i casi prevale il criterio dell’indipendenza e dell’autosufficienza economica e, se è accertato che il coniuge è economicamente indipendente o è in grado di esserlo, non gli è riconosciuto il diritto all’assegno.

Come si stabilisce il valore dell’assegno di mantenimento

Inoltre, non esiste una regola matematica da applicare per calcolare l’assegno di mntenimento, ma esistono protocolli ed interpretazioni giurisprudenziali che forniscono direttive al Giudice e agli Avvocati. 

Per stabilire se l’ex coniuge sia o meno autosufficiente è necessario prendere in considerazione una serie di elementi, tra i quali:

  • il possesso di redditi di qualsivoglia natura;
  • il possesso di un patrimonio mobiliare o immobiliare;
  • concrete possibilità di lavoro;
  • la disponibilità di un’abitazione.

 

Al fine di individuare equamente l’ammontare dell’assegno che spetta al coniuge economicamente più debole, è importante, nella fase istruttoria del Procedimento, la comparazione dello stato economico globale dei coniugi, essendo questo l’unico criterio per capire se ci sia davvero uno squilibrio tra le capacità reddituali e patrimoniali delle parti. 

Assegno di mantenimento: conclusioni

Come si stabilisce il valore dell’assegno di mantenimento

Per procedere alla comparazione dello stato economico globale dei coniugi,  è fondamentale chiedere assistenza legale ad uno Studio che possa non solo consigliare la parte dal punto di vista giuridico, ma che possa anche contare su un team di Specialisti in grado di valutare le condizioni economiche di moglie e marito.

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