DIRITTI EX MOGLIE DOPO IL DIVORZIO

Quali sono i diritti di una ex moglie dopo il divorzio?

Se ti sei posto questa domanda, sei nel posto giusto.

Parto ricordandoti che con il divorzio si pone fine definitivamente al matrimonio.

Nel caso di matrimonio concordatario o celebrato secondo il rito di una delle religioni riconosciute dallo Stato italiano, il divorzio fa cessare solo gli effetti civili del matrimonio. Dunque, con il divorzio si interrompono i doveri matrimoniali quali la reciproca assistenza morale e materiale; i coniugi riacquistano lo stato libero e possono, quindi, risposarsi.

Tuttavia, se si decide di divorziare, occorre sapere che l’ex coniuge mantiene alcuni importanti diritti. Vediamo ora quali sono!

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Diritti ex moglie dopo divorzio

L’ex moglie mantiene una serie di diritti per lo più di natura economica anche dopo lo scioglimento del matrimonio. Questo avviene perché, anche in seguito al divorzio, rimane in vita un dovere reciproco di solidarietà.

Questo dovere di solidarietà reciproco si traduce nel versamento in favore dell’ex coniuge economicamente più debole di un contributo al mantenimento. Leggi l’articolo Assegno di mantenimento moglie.

Il pagamento può avvenire in forma periodica (c.d. assegno di mantenimento o assegno divorzile solitamente mensile) oppure in unica soluzione (c.d. una tantum). L’assegno una tantum risolve tutte le pretese economiche del coniuge economicamente più debole che non potrà avanzare richieste ulteriori. 

Ciò nonostante , il coniuge che accetta l’assegno una tantum ed ottiene il collocamento dei figli,  ha comunque il diritto di ricevere un contributo al mantenimento per i figli minorenni, o maggiorenni ma non ancora economicamente autosufficienti (il mantenimento dei figli non può essere risolto nella soluzione una tantum, vanno mantenuti fino a quando non si rendano economicamente indipendenti).
Per approfondire questo argomento ti consiglio di leggere l’articolo Doveri dei padri separati.

Se si ha diritto al TFR/TFS dopo l’introduzione della domanda di divorzio, l’ex coniuge avrà diritto al 40% della somma. 

Il calcolo della quota deve avere come riferimento gli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio, comprensivi di quelli della separazione.

Ovviamente per ottenere la quota del TFR/TFS l’ex coniuge deve essere titolare di un assegno di mantenimento periodico e non deve essersi risposata. Leggi l’articolo Assegno di mantenimento moglie.

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Assegnazione casa familiare

Quanto all’assegnazione della casa familiare, non esiste un diritto del coniuge divorziato a rimanere a vivere nella casa familiare. 

Ad esempio, se non si hanno avuto figli, solitamente, l’immobile adibito a casa familiare, resterà a colui il quale ne è anche proprietario. 

Se poi l’ex coniuge economicamente più debole non dovesse avere i mezzi sufficienti per garantirsi un alloggio adeguato, la problematica sarà affrontata in sede di valutazione e calcolo dell’assegno di mantenimento, cioè potrebbe essere versata una somma in suo favore che gli permetta di pagarsi un alloggio.

Se la casa è di proprietà di entrambi i coniugi si potrebbe, ad esempio, vendere l’immobile per dividere la somma, oppure liquidare la quota all’altro coniuge o ancora decidere di assegnare l’immobile al comproprietario che ha meno possibilità economiche.

Valutazioni queste che vanno affrontate con l’ausilio di un Avvocato esperto in separazione e divorzio.

Tali valutazioni, in merito all’assegnazione della casa familiare, cambiano nel caso in cui ci sono figli che sono ancora minorenni o non autosufficienti al momento del divorzio.

In questi casi, il diritto ad abitare nella casa familiare spetta ai figli e, di riflesso, al genitore collocatario, cioè il genitore che verrà designato per convivere prevalentemente con i figli e fino a quando i figli stessi non vi vivranno più o saranno economicamente autosufficienti, quindi, indipendentemente dalla maggiore età raggiunta dagli stessi.

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Diritti di natura successoria

In ultima analisi, nel caso in cui uno dei due ex coniugi muore dopo la sentenza di divorzio, l’altro non acquisisce la qualità di erede come durante il periodo di separazione. 

Tuttavia, esistono alcuni diritti di natura successoria che restano in vigore anche dopo il divorzio, come nel caso della pensione di reversibilità che spetta all’ex coniuge divorziato se è titolare dell’assegno di divorzio. 

La reversibilità si perde se ci si risposa. 

Se l’ex coniuge deceduto si era risposato la pensione andrà ripartita tra ex coniuge e coniuge superstite. 

L’assegno a carico dell’eredità, invece, può essere chiesto dal coniuge divorziato agli eredi dell’ex defunto solo se il richiedente, titolare di assegno di divorzio e non risposato, dimostri di versare in stato di bisogno. 

L’assegno è quantificato in proporzione alla quantità degli eredi, alle loro condizioni economiche ed al valore dell’eredità.

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Diritti ex moglie: Conclusioni

Dopo aver letto questo articolo, sai finalmente quali sono i diritti della tua ex moglie dopo il divorzio. Ti ricordo che definire quali siano i diritti che le spettano e quali invece no, sono procedure delicate, che richiedono diversi passaggi e precisione. Proprio per questo la consulenza e l’aiuto di un Avvocato ti agevolerebbe e ti fornirebbe maggiore sicurezza.