DIRITTI DEI PADRI SEPARATI​

Quali sono i diritti dei padri separati?

Se ti sei separato da tua moglie e hai dei figli, sicuramente ti sei posto questa domanda e se stai stai cercando delle risposte sei nel posto giusto. 

Nell’articolo di oggi affrontiamo proprio questo argomento.

Diritti dei padri separati: l’affidamento condiviso dei figli

Prima di ogni altra considerazione sui diritti di un padre separato, è opportuno sapere che, in seguito a separazione o divorzio il nostro ordinamento pone come regola generale quella dell’affidamento condiviso dei figli, al fine di garantire loro il diritto alla cosiddetta bigenitorialità quale strumento per assicurare agli stessi una crescita serena ed evitare il trauma della separazione dall’uno o dall’altro genitore. 

Si stabilisce un genitore cosiddetto “collocatario”: ovvero un genitore, con il quale il figlio vive la quotidianità.

Al contempo si fissa la durata e le modalità di visita dell’altro genitore cosiddetto “non collocatario”.

Ovviamente, i figli possono essere affidati anche in maniera esclusiva solo ad uno dei due genitori, ma solo in casi particolari e specifici, allorquando dovesse essere accertata una inidoneità oggettiva dell’altro (ad esempio, nel caso in cui il genitore faccia uso di sostanze stupefacenti o quando abbia gravi problemi di salute mentale oppure ponga in essere comportamenti violenti nei confronti del coniuge o del figlio).

Sei separato, hai dei figli e hai bisogno
di un supporto legale per tutelare i tuoi diritti di padre?

Diritto di vedere i propri figli

Detto ciò, se il padre risulta essere “non collocatario” ha diritto comunque di vedere i propri figli per un tempo sufficiente e necessario a conservare con essi un rapporto stabile senza stravolgerne l’equilibrio psico fisico. 

Perciò, con la sentenza di separazione, vengono individuati i giorni, gli orari, gli eventuali periodi di tempo prolungati (ad esempio, le cosiddette “feste comandate” come Natale e Pasqua o le vacanze estive) nei quali il genitore “non collocatario” può vedere il figlio e tenerlo con sé. 

Le modalità di visita non vengono disciplinate dalla legge, ma stabilite dalle parti con l’aiuto dei rispettivi Avvocati, ed approvate dal Giudice, sempre nel rispetto dell’equilibrio e del benessere psico – fisico della prole. 

Generalmente si cerca di evitare che i figli siano costretti a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita, e per tale ragione, si tende ad evitare continui spostamenti ed a concentrare la permanenza presso il genitore “non collocatario” nei week end.

Sarebbe auspicabile che fosse il genitore “non collocatario” a spostarsi nell’abitazione in cui vive stabilmente il figlio ma il più delle volte è quest’ultimo a trasferirsi, nei giorni stabiliti, presso l’abitazione del genitore.

Il genitore “non collocatario” (che potrebbe essere il padre) ha solitamente diritto a tenere con sé il figlio per periodi prolungati nel corso delle vacanze estive o delle festività. 

Il diritto di visita

A volte, purtroppo, la separazione può dar luogo a situazioni problematiche, e a rapporti conflittuali che spesso inducono il genitore “collocatario” ad impedire il diritto di visita al genitore “non collocatario”.

In questi casi il comportamento del genitore “collocatario” che impedisce all’ex di vedere i figli ed esercitare quindi il proprio diritto di visita, costituisce reato per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. 

In altre parole, se il Giudice ha affidato i figli in maniera condivisa ad entrambi i genitori, anche se il genitore “collocatario” vive quotidianamente con loro, non può di certo impedire all’altro genitore di vederli nei tempi e nei modi che il Giudice ha stabilito, altrimenti commette un reato.

Ovviamente ci sono conseguenze anche da un punto di vista civilistico, difatti se il genitore “collocatario” ostacola l’altro nell’esercizio del diritto di visita, può essere condannato al risarcimento del danno. 

Inoltre, potrebbe il genitore collocatario potrebbe perdere l’affido condiviso
La madre infatti,  allontanando i figli dal padre, ne sminuisce e distorce la figura e autorità e potrebbe indurre al  rifiuto psicologico da parte di un figlio nei confronti del padre.
Addirittura, il figlio potrebbe arrivare, in casi estremi, a non riconoscere più la figura genitoriale.

Si parla in questi casi di “Sindrome da alienazione parentale” come un vero e proprio disturbo causato dal comportamento di un genitore (genitore alienante) che porta i figli a dimostrare astio e rifiuto verso l’altro genitore (genitore alienato).

Tua moglie o Ex moglie
ti impedisce di vedere i tuoi figli?

Tuo figlio si rifiuta di vederti

Cosa accade invece se è il figlio che si rifiuta di vedere il padre?

Spesso la separazione di mamma e papà può dar luogo a situazioni conflittuali che inducono i figli ad assumere atteggiamenti ostili il più delle volte nei confronti del genitore “non collocatario” (che potrebbe essere il padre). 

Il rifiuto di un figlio di vedere un genitore non è una ragione valida per legittimare l’altro (genitore) a negare l’esercizio del diritto di visita. 

Il genitore “collocatario” (spesso – ma non sempre – la madre) ha il dovere di collaborare per la buona riuscita degli incontri, cercando di far in modo che si ripristini il rapporto padre/figlio nell’interesse esclusivo di quest’ultimo.

Diritti de padri separati: conclusione

Dopo aver letto questo articolo, sai quali sono i diritti dei padri separati. Se quindi ti trovi in questa situazione e credi che i tuoi diritti di padre sono stati violati, devi porre fine a questa situazione!

Ecco perché l’aiuto di un Avvocato esperto in questo ambito ti potrebbe aiutarti a risolvere la situazione e a riacquisire i tuoi diritti!

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